ossario

  • Le Cimetière des Fontanelle est un ancien cimetière de Naples, un ossuaire placé à l’intérieur d’une ancienne carrière de tuf.

     

    L’histoire du Cimetière des Fontanelle


    Son origine se lie à l’histoire de Naples et à de malheureux évènements qui ont touché son peuple au cours des siècles. En fait, jusqu’au XVI siècle les corps des défunts étaient enterrés dans les hypogés des églises, mais quand il n’y avait plus d’espace pour les corps, les fossoyeurs étaient chargés de déterrer des églises les morts les plus anciens, de les amener et de les placer dans des carrières comme celle des Fontanelle.
    Mais, c’est en 1654, quand une épidémie de peste s’abat sur Naples, que la carrière des Fontanelle devient le cimetière des Fontanelle pour en accueillir les nombreux corps des morts. A cette tragédie ont suivi des tremblements de terre, des éruptions volcaniques et des années de disettes, et le cimetière des Fontanelle a été toujours le lieu où on entassait les corps des victimes de ces évènements funestes.
    Au 1837, après la propagation d’une épidémie de choléra, le règlement sanitaire dispose que les défunts soient encore placés dans ce cimetière. Dans la même année, les ossuaires dans les églises de la ville sont interdits et un grand nombre de restes mortels sont amenés et entassés dans les galeries de tuf du cimetière des Fontanelle.
    Le cimetière des Fontanelle est resté abandonné jusqu’à quand, en 1872, le curé du quartier Gaetano Barbati avec l’aide des femmes du peuple s’est occupé de ranger tous les os de ces corps anonymes. Depuis ce moment, une dévotion spontanée envers eux s’est développée et le cimetière est devenu un véritable lieu de culte pour les napolitaines.
    Toutefois, en 1969, le cardinal Corrado Ursi a interdit ce culte pour le fétichisme qu’il avait généré et le cimetière a été fermé. Ce n’est que récemment qu’il a été réarrangé en en permettant à nouveau les visites au public.

     

     

  • Il Cimitero delle Fontanelle è un antico cimitero della città di Napoli chiamato in questo modo per la presenza in passato di fonti d'acqua.
    L'antico ossario si sviluppa per circa 3.000 m2 mentre le dimensioni della cavità sono stimate attorno ai 30.000 m3.


    Storia

    L'origine del Cimitero delle Fontanelle si fa risalire al XVI secolo ed è legata alla storia e soprattutto alle disgrazie del popolo napoletano.

    Dalle colline della parte alta di Napoli ( oggi chiamate Colli Aminei) partivano quattro impluvi i quali nel corso degli anni hanno eroso i banchi tufacei portando giù a valle la cosiddetta "Lava dei Vergini", colate di fango e detriti. Tale "lava delle vergini" per millenni ha eroso il vallone delle Fontanelle e della Sanità, creando le condizione ottimali per l'estrazione del tufo. La stessa strada Via Fontanelle costituisce il vecchio impluvio sulle sponde del quale sono dislocate numerose cave che fino al secolo scorzo hanno fornito mattoni di tufo per le costruzioni della città.

    Prima del XVI secolo c'è l'uso di interrare i corpi dei defunti nelle chiese. Quando però non c'era più spazio in una chiesa veniva dato compito ai "salmatari" di disseppellire di notte i defunti più vecchi e stiparli in cave come quella delle Fontanelle.  

    Ma la data in cui la Cava delle Fontanelle diventa il Camposanto delle Fontanelle è il 1654 quando la pestilenza si abbatte sui Napoletani decimandoli. Per cui fu dato ordine di riaprire la cava delle Fontanelle e furono stipati 250.000 salme su una popolazione di 400.000 abitanti.
    A questa disgrazia ne seguirono altre carestie, tre rivolte popolari e altrettanti terremoti, nonché  cinque eruzioni del Vesuvio ed in ogni caso si utilizzò il Cimitero delle Fontanelle per accogliere le salme.

    L'architetto Carlo Praus racconta che nel 1764, "epoca memoranda di una sterminatrice carestia", il Cimitero delle Fontanelle fu destinato dal Comitato di Pubblica Sanità a seppellire le salme della bassa popolazione, che non trovavano posto nelle pubbliche sepolture delle chiese all'interno della Città. Ed ancora il Praus, a seguito dell'editto di Saint-Cloud del giugno 1804, presenta nel 1810 un progetto per la costruzione di un vasto camposanto mediante l'ampliamento dell'antica necropoli delle Fontanelle.

    Nel 1837, per provvedimento del Consiglio Sanitario, in seguito all'invasione del "colera morbu", furono portati in questo cimitero altre salme.
    Nello stesso anno, poiché un'ordinanza bandì gli ossari da tutte le parrocchie e confraternite delle città e di trasferire le salme nell'Ossario delle Fontanelle, un gran numero di carri, scortati da confratelli e guardie, trasportarono in queste grotte cataste di resti mortali.

    Il cimitero rimase abbandonato fino al 1872, quando  Don Gaetano Barbati, con l'aiuto di popolane mise in ordine le ossa nello stato in cui ancora oggi si vedono e tutte anonime, ad eccezione di due scheletri: quello di Filippo Carafa Conte di Cerreto dei Duchi di Maddaloni, morto il 17 luglio 1797 e di Donna Margherita Petrucci nata Azzoni morta il 5 ottobre 1795; entrambi riposano in bare protetti da vetri.

  • The Fontanelle cemetery in Naples is a charnel house, an ossuary, located in a cave in the tuff hillside in the Materdei section of the city. It is associated with a chapter in the folklore of the city. By the time the Spanish moved into the city in the early 16th century, there was already concern over where to locate cemeteries, and moves had been taken to locate graves outside of the city walls. Many Neapolitans, however, insisted on being interred in their local churches. To make space in the churches for the newly interred, undertakers started removing earlier remains outside the city to the cave, the future Fontanelle cemetery. The remains were interred shallowly and then joined in 1656 by thousands of anonymous corpses, victims of the great plague of that year.

    Sometime in the late 17th century—according to Andrea De Jorio, a Neapolitan scholar from the 19th century, great floods washed the remains out and into the streets, presenting a grisly spectacle. The anonymous remains were returned to the cave, at which point the cave became the unofficial final resting place for the indigent of the city in the succeeding years—a vast paupers' cemetery. It was codified officially as such in the early 19th century under the French rule of Naples. The last great "deposit" of the indigent dead seems to have been in the wake of the cholera epidemic of 1837.

    Then, in 1872, Father Gaetano Barbati had the chaotically buried skeletal remains disinterred and catalogued. They remained on the surface, stored in makeshift crypts, in boxes and on wooden racks. A spontaneous cult of devotion to the remains of these unnamed dead developed in Naples. Defenders of the cult pointed out that they were paying respect to those who had had none in life, who had been too poor even to have a proper burial. Devotees paid visits to the skulls, cleaned them—"adopted" them, in a way, even giving the skulls back their "living" names (revealed to their caretakers in dreams). An entire cult sprang up, devoted to caring for the skulls, talking to them, asking for favors, bringing them flowers, etc. A small church, Maria Santissima del Carmine, was built at the entrance.

    The cult of devotion to the skulls of the Fontanelle cemetery lasted into the mid-20th century. In 1969, Cardinal Ursi of Naples decided that such devotion had degenerated into fetishism and ordered the cemetery to be closed. It has recently undergone restoration as a historical site and may be visited.

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Cosa troverai nella guida

  • Piantina dettagliata del cimitero
  • Storia del Cimitero delle Fontanelle
  • Indicazione di tutti i resti da vedere
  • Leggende e racconti sui teschi
  • Spiegazione del culto delle anime pezzentele